Ultima modifica: 20 Gennaio 2021

Giorno della Memoria (73° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz) e memorie di altri giorni. (Circ. n. 63-2017/18)

Perché la memoria abbia un futuro.

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Azeglio, 12 gennaio 2018

Circolare interna n. 63
N. Prot. come da file di segnatura

Ai fiduciari di plesso,
Ai docenti,
Al personale ATA,
Per gli alunni

Oggetto: Giorno della Memoria (73° anniversario della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz) e memorie di altri giorni.

Han visto il ponte l’han visto saltare
Poco di Buono l’ho visto volare
han visto il ponte l’hanno visto cadere
l’Italia ha tremato e stanotte è Natale
Ciao Poco di Buono
ciao lampo di tuono
abbracciami per carità
stanotte le stelle
hanno fatto scintille
la guerra è finita e finirà.
(F. Zanotti e L. Ricco)

Memorie di notti e di giorni

Notte tra il 23 e il 24 dicembre 1944

Mario Pellizzari “Alimiro” e Amos Messori “d’Artagnan”, insieme ad altri undici partigiani, compiono il più eroico atto di sabotaggio della guerra di Liberazione, facendo saltare il ponte ferroviario di Ivrea, scongiurando così l’imminente bombardamento degli alleati ed evitando una strage di civili e la distruzione della città.

L’azione, compiuta da tredici ragazzi allora poco più che ventenni, oltre ad essere stata una scelta guidata dai forti ideali di giustizia e libertà, è stato un segno di grande amore per il proprio paese.
Alimiro, D’Artagnan, Saetta, Fulmine, Sparito, Pettirosso, questi i nomi di battaglia di alcuni di quei giovani partigiani.
Viene da pensare a quanti ragazzi in quegli anni hanno avuto il coraggio di reagire alla dittatura e alla barbarie nazifascista, con azioni così forti e responsabili. Quanti di quei ragazzi avevano un amore, quanti un fratello e una famiglia, quanti avrebbero potuto fare una scelta diversa?
Per il regime questi uomini che combattevano per liberare il nostro paese dalla dittatura, erano “banditi” o appunto dei Poco di buono”.
(Note al testo della canzone Poco di buono nel CD di C. Lolli La scoperta dell’America).

Amos Messori, mancato a Torino il 9 gennaio scorso, sarà sepolto ad Ivrea mercoledì 17 gennaio 2018. L’Amministrazione comunale, raccogliendo la spontanea partecipazione e il sentire convinto dell’intera comunità, ha proclamato per quel giorno il lutto cittadino.

 

27 gennaio 1945, verso mezzogiorno

Quattro giovani soldati a cavallo dell’Armata rossa giunsero in vista del lager di Auschwitz. Qui “sostarono a guardare, scambiandosi parole brevi e timide, e volgendo sguardi legati da uno strano imbarazzo sui cadaveri scomposti, sulle baracche sconquassate, e su noi pochi vivi” (P. Levi, La tregua, Torino, Einaudi, 1963).

 

Notte tra il 29 e il 30 gennaio 1945

Accompagnati da un delatore, i tedeschi del presidio di Borgofranco salgono con gli sci a Lace di Donato, sulla Serra d’Ivrea, e attaccano di sorpresa la sede del Comando Partigiano della VII Divisione Garibaldi. Due partigiani rimangono uccisi sul posto, mentre gli altri dodici, fra cui Walter Fillak, medaglia d’oro per la Resistenza, e Ugo Macchieraldo, medaglia d’oro al valor militare, sono condotti a Ivrea e a Cuorgnè, dove vengono torturati e, dopo alcuni giorni, fucilati. Le loro ultime, toccanti parole scritte ai familiari sono raccolte tra le Lettere di condannati a morte della Resistenza italiana (Torino, Einaudi, 1952), ora consultabili nella base di dati online Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana.

 

1 gennaio 1948

Entra in vigore la Costituzione della Repubblica italiana, nata “nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità” (P. Calamandrei).

Essa è stata definita da Teresa Mattei, comandante partigiana e deputata all’Assemblea Costituente, “il più grande monumento … che si è costruito in Italia, alla Libertà, alla Giustizia, alla Resistenza, all’Antifascismo, al Pacifismo”.

 

Perché la memoria abbia un futuro

Conserviamo nel cuore queste memorie, trasmettiamole alle nuove generazioni.

Le iniziative attuate per celebrare il Giorno della Memoria siano l’occasione per una feconda riflessione sul passato e sul presente, ovviamente graduata in relazione all’età e alla sensibilità dei bambini e dei ragazzi, che coinvolga in modo corale tutti e tutte le discipline, evitando una semplice, ma infruttuosa, commemorazione rituale.

Occorre non solo ricordare gli eventi tragici del secolo scorso, ma anche agire per mantenere vivi gli anticorpi che ci preservano dal razzismo, che non è solo un fantasma del passato, ma un male del presente, che va combattuto giorno per giorno con strumenti critici adeguati.

Coltiviamo la memoria e la storia, educhiamo ed educhiamoci al rispetto e alla tolleranza, perché, come ha scritto Bertolt Brecht a proposito della Shoah e come troppo spesso quotidianamente si sperimenta, “la matrice che ha partorito questo mostro è ancora feconda”.

Venerdì 26 gennaio sul mezzogiorno si effettuerà un minuto di raccoglimento e di riflessione in silenzio. Il Fiduciario di Plesso farà suonare per due volte consecutive il campanello quale segnale di inizio e una volta per indicare il termine.

Grazie per la disponibilità e la collaborazione,

Il Dirigente Scolastico
Prof. Guido Gastaldo

 

 




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